12.4.06

Povera Patria



Oggi, come capita abbastanza di frequente, sono dovuto andare a Brimingham per lavoro.

Il tempo era tanto per cambiare decente, e non andavo particolarmente di fretta, per cui decido di andare in moto. In piu'sentivo di aver bisogno di quell'ora e mezza (da casa mia all'Univerista' di Birmingham ci sono un centinaio di miglia) di relax e pensieri in liberta'. E di cantare a squarciagola nel casco (una delle cose piu'liberatorie che esistano - lo dico per chi tra voi non ci avesse mai provato...).

E canta che ti ricanta inciampo in una canzone di Battiato dei primi anni novanta. Che mi si incrocia con un commento di Paolo alla mia poesia post-elettorale di un paio di giorni fa ('Berlusconi a casa').

Allora, perche' siamo (siete) ridotti ad un paese da cui la gente vorrebbe andarsene?

Il risultato delle elezioni (quello annunciato dal Viminale martedi', non quello che Berlusconi fara' annunciare quanto prima) mi ha messo veramente di cattivo umore. Non mi do ragione di come nonostante tutto la maggioranza degli italiani abbia votato per mr.B.. E'pazzesco.

(Per aprire una parentesi, da piu' parti si e'commentato di come questa elezione sia stata 'salvata' dagli italiani all'estero, ed a questo sono state date varie spiegazioni. Ma io vi garantisco (e sono sicuro che questa non e'solo un'esperienza mia, ma e'condivisa da molti altri 'emigranti' come me) che una delle cose piu'imbarazzanti e'spiegare come uno come il Berlusca
a)sia potuto diventare presidente del consiglio
b)possa godere del supporto della nazione
c)ti tocchi
)


Quindi rimuginavo tra me e me sfrecciando sulla M40, e mi venivano in mente le solite cose, tipo che l'Italia in quanto nazione non e'mai esistita, che comunque storicamente gli italiani sono sempre stati dominati da questequello quindi non appena ci hanno un po' di potere (sul lavoro, nel loro ambito sociale, e perfino in famiglia) il primo istinto e'di tenerselo e accrescerlo, che ci hanno 'Cicero pro domo sua' stampigliato sul didetro, e quant'altro.

Queste sono cose giuste, ma un po'ovvie.

Quindi invece di perdere tempo, visto che oramai avevo passato Oxford, ho cominciato a riflettere su come la situazione possa evolversi. Questa 'societa'del benessere' in cui vivete ha rimpiazzato le tensioni sociali dei decenni passati, ma con che cosa? e quali sono le molle da far scattare per far si' che questo brodo informe che e'la media(piccola) borghesia italiana (che sono quelli che non sanno per chi votare, e poi votano berl o prod con la stessa nonchalance) prenda coscienza della propria funzione civile innanzitutto, e si renda conto che siamo (siete) tutti nella stessa barca? E poi, che succederebbe se invece tutto si lasciasse al suo evolversi naturale?

L'Italia ha bisogno di riforme radicali. questa e'una cosa che hanno capito tutti, piu'o meno. ieri guardavo una trasmissione in cui si diceva di come Francia ed Italia sono attualmente le due nazioni che 'tirano indietro' l'europa, e questo si deve principalmente all'inflessibilita' del mercato del lavoro. Entrambe sono fondate su modelli difficilmente sostenibili. L'Italia ha poi una serie di problemi endemici (qualcuno a menzionato il debito pubblico?) che rendono la situazione ancora piu'preoccupante.

Il problema e' che la soluzione di questi problemi probabilmente avra'conseduenze su parecchi orticelli.
Anche sui vostri.

Io nel frattempo sono arrivato a Brimingham, e non ho ancora trovato una risposta...

6 comments:

Marta said...

Cosa hai fumato prima di salire in moto???

.... il problema e' che quanto dici e' assolutamente condivisibile.....

Federica said...

...quanto tempo abbiamo? Ci sarebbero miliardi di cose da dire...

una di quelle che mi ha fatto più riflettere ma per niente stupito di questo bailamme è stato il pasticcio degli exitpoll.
Perché gli italiani di destra non ritengono di esprimere pubblicamente il loro voto? Questo secondo me dice molto delle eredità del fascismo e governi democristiani nell' aver de-formato la coscienza civica, la mentalità della gente..

Poi alla descrizione delle due italie tanti altri pensieri...
Chi è cresciuto in quel nord ricco e berlusconiano ben conosce una ideologia che è stile di vita che è molto ben descritto nei romanzi di Carlotto e ancora una volta non si stupisce...

D'altro lato le scelte di vita, il lavoro che per qualcuno è anche impegno politico concreto portano anche a conoscere un'altra Italia, aperta generosa colta, con altri metodi e linguaggi ma che fa fatica a trovare riconoscimenti ad avere la forza di cui ha bisogno.
Ti dirò la tentazione all'incomunicabilità è forte e comprensibile.
Ed a questo punto la tutela degli orticelli personali può diventare prioritaria e legittima...

...in tutto questo una totale mancanza di reale auotpercezione e della percezione reale che gli altri: europei, stranieri in Italia, italiani all'estero hanno di noi..

la sinistra ormai chiusa in difesa pensa che l'Italia sia tutta Moretti e Dandini;
la destra che in questo almeno ci vede meglio ma crede ancora che gli italiani oltreconfine siano quelli partiti ai primi del 900, cerca di controllare ossessivamente i corpi stranieri che premono ai nostri confini e non si rende conto che sono già in parlamento

...forse dovremmo guardare tutti un po' meno la tv e girare di più per le strade..

Madonna che pensieri.. esco che oggi c'è il sole

Alessandro said...

Io provo a lasciare le mie impressioni, da italiano ammogliato con una straniera che proprio non capisce, ma anche da ricercatore e (illegalmente) docente.
Io non credo che la situazione italiana sia particolarmente indecente rispetto a molte altre situazioni forestiere. In Francia il ballottaggio per la presidenza della Repubblica è stato tra Chirac (diciamo un Fini o un Fisichella) e Le Pen (diciamo un Rauti). Negli Stati Uniti ha rivinto l'impresentabile Bush, al cui confronto i teo-con nostrani (Pera e i suoi ideologi) sembrano dei laici militanti alla Emma Bonino. Nella mia amatissima Spagna era al governo, fino all'anno scorso e per due legislature un ex franchista figlio di un gerarca e con ministri franchisti.
Ora, Berlusconi è ASSOLUTAMENTE INDECENTE, ma non è il solo.
Io credo che si tratti di un deficit di senso e di educazione civici, di una mancata interiorizzazione di valori fondamentali della democrazia e dell'individuo. Si ragiona ancora come in antico regime, in una società di ceti e corporazioni. Il ricorso alla clientela e alla "conoscenza" (non necessariamente alla raccomandazione) è generalizzato e, in molti casi, supplisce all'assenza dello Stato.
Io cercherò di emigrare, perché credo che le migliori opportunità per realizzare le idee che ho si trovino all'estero, non - da radical chic - come ripiegamento o fuga.
Si, oggi c'è il sole... ancora adesso.
A.

Sganga said...

Alessandro, mi pare che condividiamo il fatto che nelle 'democrazie' occidentali si stia arrivando ad una situazione in cui la maggioranza dei cittadini si riconosca in partiti che sono 'sfumature di centro', piuttosto che di destra o di sinistra (guarda un po'quello che succede qui in Inghilterra!). E questo e'probablimente dovuto ad un generale miglioramento delle condizioni medie di vita, frutto ANCHE delle conquiste delle lotte operaie degli scorsi decenni. Con cio'non voglio dire che sia tutto rose e fiori, anzi, ma solo che la 'linea di centrocampo' si e' spostata. Io invece la vedo diversamente quando parli di 'assenza dello Stato'. Lo Stato siamo noi (voi, in questo caso specifico). Uno dei problemi e'proprio questo: ci si aspetta molto da uno Stato fantomatico, che invece e'fatto dai gesti quotidiani di 50 e passa milioni di persone. E fino a quando la gente non capira'questo, le cose non cambieranno. Ma come farglielo capire? Questo e'il dilemma. Leggevo oggi un commento di Zucconi su come la sfida del governo prossimo ('di sinistra') sara' proprio nell'inviestire nella cultura e nella ricerca. Questa e'sicuramente una cosa giustissima. Ma probabilmente ci sono altre cose che si potrebbero fare, piu'in'basso',altrettanto importanti e necessarie....

Sganga said...

...e non c'era qualcuno che diceva che l'evoluzione sociale non serve al popolo se non e'preceduta da un'evoluzione di pensiero?

Anonymous said...

Maybe the BEST paper that I read all week =D